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FUT-UROLOGY 2008 (18 GENNAIO 2008, ROMA) Prof. Bassi, ma perché questo nome per un simposio? Il tema da svolgere è stato il futuro prossimo dell’Urologia, non fantascienza quindi. Abbiamo voluto anticipare ai partecipanti quanto si sta facendo nei centri all’avanguardia sia in termini di ricerca che di assistenza. A chi è rivolto il Simposio ? A tutti i medici, Urologi e non. I temi affrontati sono del tutto trasversali e multidisciplinari: teleinsegnamento, telechirurgia, nuovi test statistici per la medicina, l’utilizzo del caldo e del freddo per trattare i tumori, nuove frontiere della procreazione assistita, nuove tecnologie, la chirurgia robotica, la computerizzazione in medicina. Sono argomenti che interessano e riguardano tutti, medici, specialisti, studenti, operatori del settore. Ci dia qualche notizia, per cortesia. Ben volentieri. Cominciamo dalla statistica medica, quella disciplina che regola il corretto approccio metodologico alla ricerca. Gli studi clinici si sono ridotti, in questi ultimi anni, a causa della necessità di arruolare consistenti quantitativi di pazienti per poter dare risposte certe ai quesiti dello studio. Oggi i nuovi tests non parametrici combinati permettono di assumere informazioni conclusive anche arruolando un minor numero di pazienti. La terapia con termoagenti in Oncologia, per citare un altro tema, è affascinante. Calore e freddo, se estremi, distruggono. Se calore e freddo vengono “governati” da computer ed associati a sistemi di visualizzazione appropriati, possono essere indirizzati specificamente verso un tumore dove espletano l’effetto distruttivo nei rispetto dei tessuti circostanti. Abbiamo esperienza in merito al Gemelli? Certo, tra i primi, utilizziamo da due anni il calore per trattare i tumori della prostata non operabili in pazienti selezionati. Il calore generato da ultrasuoni ad alta frequenza, distrugge le cellule tumorali. Nel caso di tumori della vescica siamo in grado di riscaldare la vescica in maniera da facilitare la penetrazione di chemioterapici all’interno del tumore. Questo ci permette di evitare di dover rimuovere chirurgicamente la vescica in molti pazienti. Queste tecnologie, ora in mano a pochi fortunati, troveranno una rapida diffusione a breve. Prof. Bassi, ci racconti ancora qualcosa. Mi affascina la telechirurgia sviluppata nei Paesi molto estesi come Canada ed Australia, consente di effettuare interventi a distanza. Un chirurgo di esperienza, in uno studio a 500 chilometri di distanza, assiste un collega relativamente meno esperto durante l’intervento. Grazie all’utilizzo di un robot può intervenire per aiutare il collega. Il robot? Si, l’utilizzo del robot in Chirurgia non è una novità. Il chirurgo si siede davanti ad una consolle che fornisce una visione tridimensionale e che permette di trasferire la destrezza manuale del Chirurgo alle braccia del robot che sono munite di pinze e forbici che penetrano all’interno del paziente attraverso piccoli fori. Incredibile, ma vero. Si pensi che il chirurgo può starsene anche in camicia e cravatta, in una stanza lontana dalla sala operatoria. Durante il Simposio abbiamo rimosso insieme ad un Collega Belga la prostata in un paziente affetto da tumore in meno di due ore. Speriamo che la nostra Amministrazione riesca ad acquistare questa apparecchiatura che sarebbe utilizzabile anche da chirurghi generali, chirurghi toracici, ginecologi, portando il Policlinico Gemelli a livelli della massima eccellenza. Ed ancora Prof. Bassi? Ancora ce ne sarebbe per riempire tutta la Rivista. Pensi alla cartella clinica ed alla grafica per la raccolta del diario clinico del paziente computerizzati. Pensi alla Chirurgia rigenerativa. Quando la vescica si ammala, per infezione o tumore, deve essere rimossa e sostituita con un pezzo di intestino che modellato dal chirurgo si trasforma da “tubo” a “palla”, intervento chirurgico complesso. Pensi invece alla possibilità di seminare le cellule vescicali sane fino ad ottenerne in grande quantità e di farle poi crescere in uno stampo a forma di vescica del tutto compatibile e funzionante. Questo è quanto si fa già in alcuni Centri Americani. Il progetto è quello di partire con questo trattamento innovativo anche al Gemelli, sfruttando le competenze cliniche e precliniche già disponibili nel nostro Policlinico. Insomma un Simposio proiettato al futuro prossimo che, visto il successo, ripeteremo ogni anno!! |